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L’Italia si colloca tra i primi posti fra i paesi più longevi del nostro pianeta (al primo posto vi è il Giappone)

La 2° Assemblea Mondiale delle Nazioni Unite sull’invecchiamento, tenutasi a Madrid nell’aprile 2002, ha stabilito che nel nostro paese la percentuale della popolazione  di eta’ superiore ai 60 anni sia del 24,5% con un trend in aumento.

Per quanto riguarda l’handicap visivo, stime recenti indicano un incidenza dello 0,4–0,8% della popolazione di età compresa fra i 65 e i 74 anni e del 3%  della popolazione con età superiore a 75 anni, questo significa che dovremmo aspettarci un aumento del numero di ipovedenti con un conseguente sempre maggior impatto sulle famiglie e sulle strutture che operano nel settore e che si troveranno a fronteggiare una richiesta riabilitativa in costante incremento.

Durante la “10 th international conference on low vision” tenutari a Kuala Lumpur dal 20 al 24 febbraio 2011 si e’ ribadito come l’ipovisione e la cecita’ assorbano grandi risorse, rappresentando difatti un considerevole costo diretto e indiretto. Uno studio commissionato da amd alliance international ha stimato in tre trilioni di dollari il costo del deficit visivo nel mondo

Il trattamento riabilitativo domiciliare del paziente ipovedente, potenzialmente si delinea come una strategia di intervento economicamente sostenibile e  sotto diversi aspetti vantaggiosa.

Talvolta il training visivo continuativo presso strutture specializzate può risultare eccessivamente gravoso sia in termini economici che psicologici: i pazienti si trovano  a volte a dovere affrontare spostamenti non sempre agevoli, a dipendere  dalla disponibilita’ di parenti o accompagnatori. Quando si verificano queste situazioni il paziente puo’ essere costretto ad abbandonare totalmente il percorso riabilitativo o a doverlo svolgere con tempi e modi che non rispecchiano le indicazioni del terapeuta. Ovviamente il training visivo domiciliare al momento non pare poter sostituire il trattamento svolto ambulatorialmente, inoltre studi hanno dimostrato il ruolo positivo svolto dall’operatore che affianca il paziente durante la seduta.

Tuttavia, un sistema in grado di fornire un trattamento domiciliare,  può  rappresentare una valida soluzione per coadiuvare i tradizionali programmi riabilitativi garantendo una continuità riabilitativa anche nei casi resi piu’ complessi da gestire da elementi ambientali e personali come: la distanza eccessiva fra l’abitazione del paziente e la struttura sanitaria , assenza di risorse economiche sufficienti, indisponibilita’ di risorse umane.